Perché un grande bianco in Piemonte

La zona era da secoli genovese, prima avamposto difensivo e commerciale, poi luogo di piacere e di villeggiatura. La centralità del Forte di Gavi, imponente baluardo sulla via più importante tra la pianura e il mare, aveva lasciato spazio nel secolo XVII alle splendide dimore estive delle più grandi famiglie di Genova, dai Giustiniani ai Lomellini.


L’aristocrazia ligure elesse il vitigno Cortese a bacca di corte e ne diffuse la coltura specializzata. I primi impianti specializzati a cortese, di grandi dimensioni, si ebbero a partire dal 1856 nelle tenute di proprietà del marchese Cambiaso, La Centuriona e La Toledana di Gavi. In pochi decenni, nei quali si attivarono anche i canali di vendita internazionali legati al porto di Genova, Gavi divenne sinonimo di vino bianco secco.

La presenza di un grande vino bianco in Piemonte, regione di straordinaria qualità per i vini rossi, è rivelatrice quindi di questo profondo legame che la terra del Gavi ha sempre avuto anche con la cucina dei signori di Genova a base di pesce, carni magre e verdure e si sposava perfettamente con il Cortese, il “nobile” vitigno autoctono, che qui trovava già la sua massima espressione.


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