A tavola

 

QUI NASCE IL RAVIOLO

La Storia lega alla famiglia Raviolo che a Gavi risiedeva l’origine di questa pasta ripiena, la cui ricetta è oggi gelosamente tutelata da un Ordine di Cavalieri che da oltre 40 anni, si occupa con impegno della sua promozione.

Il raviolo gaviese è tradizionalmente preparato con carni bovine e suine, uova, formaggio, borragine e scarola. Si presenta con una sfoglia sottile e gustosa e si degusta principalmente in 3 modi: al “tocco”, il locale sugo di carne, in scodella al vino e “a culo nudo”, cioè solo schiumati, senza condimenti.

La tradizione per la pasta fresca che in questa zona ha origini antiche porta in tavola anche taglierini e lasagnette chiamate anche “stringoni” e “corzetti” conditi, secondo la stagione, con cacciagione, funghi, pomodoro o pesto.
La cucina semplice e gustosa delle terre “di confine” del GAVI si traduce anche nella preparazione di farinate e focacce - “stirate” al mattino o con patate al pomeriggio - e dell’insaccato “testa in cassetta” fatto con la testa del maiale, la lingua, il muscolo e il cuore bovino, già presidio Slow Food.

E infine nei dolci: gli amaretti di Gavi, a base di mandorle, zucchero albume d’uovo, miele il cui brevetto risale al 1780.
Famoso in Italia e all’estero poi, il fine cioccolato artigianale della zona, di cui il comune di Novi è il più importante testimone.