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Dal 29 giugno al 1 settembre all'Abbazia di San Remigio di Parodi Ligure la prima mostra interamente dedicata ai Carlone, famiglia di scultori, pittori e architetti del XVII secolo. Ideata e curata da Maurizio Romanengo, la mostra intende riallacciare la straordinaria esperienza di una famiglia di artisti del Seicento ligure con il proprio territorio. Legati da vincoli di parentela con l’Oltregiogo risiedono a lungo a Parodi Ligure tanto da dare il loro nome ad una località, la Carlona. Giovanni Carlone dipinge opere conservate nell’Abbazia di cui il fratello Francesco è parroco, mentre l’altro fratello, Giovanni Battista, compra qui casa dove cresce i suoi 24 figli tra cui l’ultimo grande artista, Andrea. Le loro opere sono ancora collocate nelle Chiese, negli Oratori e nel territorio dell’Oltregiogo per cui la mostra sarà il volano per valorizzare quei capolavori.

 

DI GAVI IN GAVI FESTIVAL 2019

TRE GIORNI DI SUCCESSI

Successo per il nuovo format dell’evento del Consorzio Tutela del Gavi

 

 

Gavi 11 giugno 2019

“La prima edizione del Di Gavi in Gavi festival è stata un successo”, questo il commento del presidente del Consorzio Tutela del Gavi Roberto Ghio, a conclusione del Di Gavi in Gavi Festival, che domenica notte ha visto gremite le cantine dei produttori.

 

Gli incontri, i dibattiti, le degustazioni, gli abbinamenti tra “vino & cibo” e  “arti e cultura”  hanno animato il lungo week end di Gavi e coinvolto quasi 6000 persone. Food & wine lover, viaggiatori del gusto, gastronauti tra cui molti giovani hanno goduto di questo  angolo di Piemonte fuori dai percorsi del turismo di massa, assaggiando nelle 6 Corti aperte per l’occasione  i prodotti tipici degli 11 comuni della denominazione del Gavi Docg  abbinati a oltre 160 etichette, serviti da una squadra di 19 sommelier. Antonella Clerici madrina dell’evento e nuova grande amica del Gavi – di cui si dichiara ambasciatrice – ha consegnato il premio 2019 alla “tartare di culatello al Gavi”, ricetta del Comune di Serravalle Scrivia,  come miglior abbinamento tra il Grande Bianco Piemontese e la cucina del territorio. “Dopo 6 edizioni di Di Gavi in Gavi e l’ondata di persone dello scorso anno in agosto, abbiamo voluto introdurre alcuni cambiamenti nel format – spostando la data e arricchendolo di contenuti - che sono stati apprezzati dai nostri visitatori, puntando sulla qualità degli appuntamenti e focalizzando il Festival sul vino vissuto in diverse declinazioni”, conclude Roberto Ghio. Gavi, osservatorio sul futuro del vino  

Venerdì mattina Gavi è diventata un osservatorio sul futuro del vino con l’assegnazione del Premio Gavi LA BUONA ITALIA a Marchesi de Frescobaldi per l’innovazione e l’approccio ‘smart’ alla filiera integrata del Vino, e le menzioni speciali consegnate a Guido Berlucchi, Marchesi Antinori, la Cantina Placido Volpone e MondodelVino.

 

Per la prima volta in Italia si è aperta una finestra complessiva sulla rivoluzione digitale applicata in vigna, in cantina, nella distribuzione, nella comunicazione e nell’accoglienza, che avvicina i viticoltori ai consumatori, evolve le tecniche di produzione migliorando la qualità e la sostenibilità, diventa un formidabile mezzo di ascolto del mercato, di divulgazione dei contenuti e delle ‘storie del vino’. Innovazioni che si sono potute sperimentare anche in loco con l’allestimento dello Smart corner e le proposte smart di Valoritalia, E&Y in tema di Blockchain, Life Vitisom, Smart analysis e iXem Wine.

 

Il premio è stato anche l’occasione per ringraziare del lavoro svolto alcuni protagonisti del territorio del Gavi Docg, che si impegnano quotidianamente per la sua promozione culturale: Marica Venturino e Egle Micheletto della Sopraintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio Alessandria, Asti, Cuneo insieme a Iudica Dameri responsabile Associazione Libarna Arteventi,  hanno reso l’antica città romana di Libarna uno dei simboli di tutto il territorio, oltre che uno dei siti archeologici più visitati del Piemonte

 

Venerdì pomeriggio è stata presentata a Villa Pomela l’iniziativa “Solo Bianco - I grandi bianchi del Piemonte”, volta a valorizzare l’altra faccia del Piemonte enoico.Per la prima volta i vitigni autoctoni a bacca bianca si presenteranno uniti, in un grande evento a Milano in programma per la primavera 2020,  sostenuto da tutti i Consorzi di tutela regionali, coordinati da Piemonte Land of Perfection. I vini a base Arneis, Cortese, Erbaluce, Favorita, Nascetta e Timorasso, saranno infatti i protagonisti di un intenso programma di masterclass, degustazioni e seminari rivolti a stampa e wine lover, per focalizzare l’attenzione sulle caratteristiche uniche di questi vitigni, facendone scoprire tutto il potenziale.  

Venerdì sera un altro luogo magico della denominazione - l’antica Abbazia di San Remigio -  ha accolto nel suo scenografico contesto il Concerto “Così Io ti Saluto, o Dioniso”: l’Orchestra Classica di Alessandria con Alberto Bergamini ha proposto un affascinante spettacolo di narrazione attraverso l’interpretazione di famose colonne sonore di film e la lettura di alcuni brani dei maggiori capolavori immortali della letteratura aventi come denominatore comune il vino.

 Le Masterclass: il Gavi parla al mondo  Sabato è stato il giorno delle Masterclass dedicate al vino: 150 persone hanno partecipato al dialogo-degustazione tra il Gavi e lo Chablis, il Gavi insieme agli altri grandi bianchi del Piemonte e il Gavi abbinato alle preparazioni della Cucina Italiana.  Gianni Fabrizio, guida Gambero Rosso, ha condotto la prima delle degustazioni insieme a un’ospite d’eccezione, Elise Lemoine, rappresentante del  BIVB - Bureau Interprofessionnel des Vins de Bourgogne. Insieme hanno approfondito le similitudini e le differenze tra il Grande Bianco piemontese ed uno dei più importanti bianchi al mondo, lo Chablis.

La seconda Masterclass moderata da Antonio Paolini, ex curatore della Guida Espresso,  ha voluto indagare lo sviluppo e l’espansione delle uve a bacca bianca in Piemonte, con la degustazione delle bottiglie istituzionali delle denominazioni: Gavi docg, Caluso docg, Roero Arneis docg, Langhe Favorita Doc, Langhe Nascetta Doc, Terre Alfieri Arneis Doc, Cortese Alto Monferrato Doc e Colli Tortonesi Timorasso  Doc.

Lo showcooking dello chef Davide Negri della Scuola della Cucina Italiana è stato il fulcro dell’ultima Masterclass condotta da Andrea Gori di Intravino e patron di Trattoria da Burde, a Firenze. Le tre tipologie  di Gavi Fermo, Spumante Metodo Classico, Riserva,  sono state abbinate alla crema di burrata con tartare di gambero rosso marinato, il carpaccio di asparagi bianchi, rapanello e salmone marinato, il primo sale leggermente  affumicato, crema di avocado e broccoletti croccanti. L’obiettivo raggiunto era di dimostrare la versatilità del Gavi a tavola.

Nel chiostro del Convento di Nostra Signora delle Grazie si è quindi  conclusa la giornata di sabato con la Cena di Gala: “Il Gavi tra Occidente e Oriente”. L’alta gastronomia dello pluripremiato Chef Andrea Ribaldone ha omaggiato l’anima cosmopolita ed esaltato la versatilità del Gavi Docg in abbinamento alle raffinate ricette di ispirazione internazionale.

Contemporaneamente in centro a Gavi si svolgeva Jazz e sapori del Borgo con protagonisti i ravioli di Gavi preparati per le vie della città.

Il nuovo Festival del territorio

Domenica, con le Corti affollate nonostante la pioggia del mattino, in cui si potevano degustare agilmente i prodotti tipici e il Gavi Docg anche nelle sue versioni più ricercate e invecchiate, si è chiusa la prima edizione del nuovo format DI GAVI IN GAVI Festival, L’evento valorizza il patrimonio culturale del territorio del Gavi in cui convivono enogastronomia, arte, turismo, storia, sport e shopping ed è funzionale alla strategia di  rendere Gavi destinazione di un turismo slow, dove sì, ‘tutte le passioni portano a Gavi’.

 

5^ Edizione del Premio Gavi La Buona Italia

VINCE MARCHESI DE FRESCOBALDI,

menzioni speciali a Guido Berlucchi, Placido Volpone, Marchesi Antinori

 

LO SMART WINE E’ GIA’ OGGI

A Gavi premiate le eccellenze che applicano l’innovazione digitale in Vigna, in Cantina, nella Distribuzione, nella Comunicazione e nell’Accoglienza.

Una rivoluzione digitale sempre più diffusa, che avvicina i viticoltori ai consumatori, evolve le tecniche di produzione migliorando la qualità e la sostenibilità, diventa un formidabile mezzo di ascolto del mercato e di divulgazione dei contenuti e delle ‘storie del  Vino’

 

 

 

Il vincitore del Premio Gavi La Buona Italia 2019,alla V edizione e dedicato allo Smart Wine è Marchesi de Frescobaldi (FI) – Premio ritirato da  Filippo Marini – Direttore Marketing

Assegnate anche le Menzioni Speciali per Smart Wine in Vigna a Guido Berlucchi  (BS),  per la Smart Wine Blockchain a Cantina Placido Volpone (FG) e per Smart Wine nell’Accoglienza a Marchesi Antinori –(FI)

 

 Adottare le nuove tecnologie digitali in vigna significa produrre il vino in modo più naturale,  diminuendo fertilizzanti ed altri sostanze nocive. Iintrodurre la blockchain vuol dire andare oltre la tracciabilità assicurata della fascette Doc e Docg e firmare un patto di fiducia con il consumatore finale, perché si rendono visibili e condivisibili tutte le tappe della filiera della produzione del vino, dal lavoro in vigna fino allo scaffale, passando da ogni operazione in cantina.

 

Con gli strumenti digitali si comunica in ottica di micro-marketing, dialogando direttamente con chi sceglie i vini e chi li compra,  e rafforzando i valori del proprio brand, attraverso il racconto in prima persona di storie appassionanti, come quelle che può  proporre ogni produttore vitivinicolo in Italia.

Questi alcuni dei temi trattati oggi a Gavi durante il Premio Gavi LA BUONA ITALIA e  il workshop che ha visto riuniti a La Lomellina di Gavi, lo scorso venerdì 7 giugno, un panel di operatori specializzati nelle nuove tecnologie digitali applicate al vino: Piergiorgio Cane - consigliere nazionale Assoenologi- Enol, Slawka G. Scarso - docente di marketing e strategie online applicate al vino, Giulio Somma- direttore de Il Corriere Vinicolo, Leonardo Valenti- docente facoltà Agraria, Università degli Studi di Milano con Francesco Moneta - Laboratorio Gavi/ The Round Table e  Roberto Ghio - Presidente Consorzio Tutela del Gavi.

Si è fatto il punto sull’uso e sull’impatto delle tecnologie digitali nella filiera integrata del vino in vigna, in cantina, nella distribuzione e nella comunicazione, tema appassionante e attuale, se non strategico, che ha portato alcune risposte e conclusioni

Se gli investimenti in innovazione digitale  coinvolgono oggi perlopiù grandi realtà del vino Italiano, il continuo aggiornamento delle tecnologie e la loro sempre maggiore accessibilità permette anche ai produttori di piccole dimensioni di essere in questo modo più competitivi, in cerca di maggiori qualità, sicurezza, tutela nei confronti dei plagi,  efficienza e sostenibilità.

 

Durante il workshop di premiazione in particolare è stato consegnato il riconoscimento ad Enrico Gobino - Marketing Manager Mondodelvino per la Smart Wine Experience l’innovativa esperienza multi mediale e multi sensoriale, attraverso la quale conoscere territori, metodi e abbinamenti in modo divertente ed educativo, insieme a tutta la famiglia.

 

Il premio è stato anche l’occasione per ringraziare del lavoro svolto  alcune figure strategiche che si impegnano  quotidianamente per la promozione culturale del territorio del Gavi Docg nel renderlo meta turistica, apprezzabile perché convergono in stessa area attrattività, accessibilità, ambientazione, animazione, accoglienza ed enogastronomia. Marica Venturino e Egle Micheletto della Sopraintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio Alessandria, Asti, Cuneo con Iudica Dameri responsabile Associazione Libarna Arteventi hanno reso la città romana di Libarna un vero e proprio “simbolo” per tutto il territorio.

 

L’assegnazione del Premio arriva dopo la mappatura di quasi 100 aziende vinicole  in Italia e la valutazione delle soluzioni smart introdotte da ciascuna in vigna, in cantina, nella distribuzione e nella comunicazione.  Il Comitato di indirizzo – costituito da Laura La Posta, Sole 24ore; Giulio Somma, Corriere Vinicolo; Marco Gualtieri, Seed&Chips; Francesco Moneta, The Round Table e Laboratorio Gavi, e le redazioni di Wine News e del Corriere Vinicolo -  ha infatti esaminato l’Italia dal Piemonte alla Puglia per individuare le migliori pratiche in questo campo, da un’osservazione in rete

 

Per toccare con mano l’esperienza dello Smart Wine è stato allestito per l’occasione lo ‘Smart Wine Corner’ dove gli ospiti, la stampa e i produttori hanno incontrato e approfondito di persona alcuni dei servizi più avanzati dell’innovazione digitale applicata al Vino, dalle soluzioni per l’agricoltura di precisione in vigna alla wine blockchain in etichetta e dove erano presenti i progetti: Internet of Food & Farm 2020 (Valoritalia), Wine Blockchain (Ernst Young), LIFE VITISOM Università degli Studi di Milano & Partner, Smart Analysis (DNAPhone), iXem Wine (Politecnico di Torino), Innovation Challenge (SIMEI, Enovitis)

 

Il Consorzio Tutela del Gavi ha presentato infine l’etichetta istituzionale Annata 2018 nelle tipologie: Fermo, Riserva, Metodo Classico.

Nell’anno del centenario della nascita di Fausto Coppi, il Consorzio Tutela del Gavi celebra Novi Ligure, comune della Denominazione e il Museo dei Campionissimi dedicato al ciclismo, e intitola l’etichetta istituzionale a Fausto Coppi e Costante Girardengo rivisti e ritratti dal pennello di Enrico Bafico, artista genovese.

 

 

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